Il Pap Test (test di Papanicolau) è un test di screening della popolazione femminile per evidenziare alterazioni pretumorali e il carcinoma della cervice uterina in fase precoce. Il pap test si esegue nel corso di una visita ginecologica di routine. Il medico preleva con un tampone e una spatolina una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero che vengono strisciate, fissate su vetrino e analizzate al microscopio. L’analisi è volta ad individuare eventuali cellule precancerose o altri segni sospetti. Sarebbe opportuno effettuare il pap test una volta all’anno.

Le linee guida internazionali suggeriscono che tutte le donne tra i 25 e i 64 anni dovrebbero effettuare un Pap Test almeno una volta ogni 3 anni. Esso è un intervallo considerato sufficientemente breve per rendere poco probabile lo sviluppo di un tumore tra un test e l’altro e utile per individuare eventuali lesioni. Per questo, tale intervallo viene normalmente ridotto, se si riscontrano condizioni di rischio o lesioni pre-neoplastiche.
La citologia in fase liquida (Liquide Based Cytology LBC) rappresenta una tecnologia introdotta a metà degli anni Novanta.  Essa introduce una novità rispetto alla citologia convenzionale. La citologia in fase liquida (LBC), infatti, prevede che le cellule campionate vengano trasferite in un’apposita soluzione conservante. Tale metodica migliora la rappresentatività del preparato e quindi la qualità dell’analisi citologica.

Il THINPrep

Fra le numerose tecniche LBC, THINPrep è tra proprio tra quelle che hanno ricevuto l’approvazione FDA (e successiva approvazione degli Enti di Controllo Europei) e risulta maggiormente utilizzata.
Il THINPrep è l’evoluzione del pap test convenzionale. Tale metodica consente al ginecologo di preparare un vetrino di alta qualità. Una volta effettuato il prelievo di tessuto con gli appositi dispositivi. Il ginecologo introduce le cellule in una soluzione di conservazione contenuta in una apposita provetta. La provetta viene poi inviata al laboratorio dove le cellule vengono separate meccanicamente dal materiale non necessario e viene allestito il vetrino.
Un campione rappresentativo di cellule viene trasferito sul vetrino che, privo del materiale interferente (muco, sangue e detriti non diagnostici) risulta essere pulito.

 

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