Il diario della gravidanza

La prima visita in gravidanza è di solito la più lunga, generalmente programmata alla 7ª settimana di gravidanza e comunque non dovrebbe avvenire oltre la 10ª settimana. Per questo, prima viene prenotata meglio è per la futura mamma ed il feto! I dubbi della futura mamma e del futuro papà potrebbero essere molti, per questo consiglio di prepararsi una lista scritta delle domande che si desidera porre allo specialista.

Successivamente alla prima visita, le altre avranno cadenza mensile; è preferibile eseguire gli esami di volta in volta prescritti, circa a metà fra un controllo e l’altro in modo che non siano troppo “datati”; o al contrario non si faccia in tempo a ritirarne il risultato!


I dati rilevati durante le visite in gravidanza

Nella prima e nelle successive visite, saranno raccolti dal ginecologo o ostetrica di fiducia diversi dati quali:

  • dati anamnestici, pressione arteriosa, altezza e peso corporeo, condizioni dello sviluppo uterino e del suo stato, condizioni del collo dell’utero, battito cardiaco fetale (dopo una data epoca), presentazione del feto (ultimi due mesi), ogni altro segno o sintomo (edemi, varici, perdite, contrazioni, etc.)

 Si compila la scheda (il cosiddetto diario della gravidanza) e si prescrivono successivi esami e terapie quando necessario.

A partire dalla 28ma settimana le visite di controllo saranno ravvicinate ogni 3 settimane e dopo la 36ma  settimana ogni 15 giorni. La scheda della gravidanza aggiornata va sempre portata con sé! 

Esami di laboratorio consigliati per donne in stato di gravidanza

All’inizio della gravidanza una prima sessione di esami può comprendere esami quali:

  • Esame completo delle urine, urinocoltura con eventuale antibiogramma, emogruppo + fattore Rh (se mai eseguito in precedenza o qualora ne sia stata smarrita la documentazione)
  • test di Coombs indiretto, emocromo completo con formula leucocitaria
  • ferritinemia, glicemia, azotemia, creatininemia, protidemia con elettroforesi
  • bilirubinemia totale e frazionata
  • transaminasi (AST/ALT), fosfatasi alcalina
  • gamma GT
  • VDRL/TPHA
  • rubeo test
  • toxo test
  • anticorpi anti-CMV
  • HBsAg
  • anticorpi anti-epatite C
  • anticorpi anti HSV1 e 2,
  • anticorpi anti-HIV
  • CK
  • colinesterasi

 Mentre, per quanto riguarda tutti gli altri anticorpi, bisogna chiedere di dosare sia le immunoglobuline di tipo G (IgG) che quelle di tipo M (IgM). Infatti si possono verificare tre eventualità:

1. IgG assenti – IgM assenti= soggetto non immune

2. IgG presenti – IgM assenti= soggetto immune

3. IgG presenti – IgM presenti= infezione recente o in corso

Nel primo caso la paziente non ha mai contratto la malattia, non ha anticorpi ed è “recettiva”: dovrà pertanto stare molto attenta per evitare di contrarla in gravidanza (vedi profilassi).

Nel secondo caso la paziente ha contratto l’infezione in passato (magari senza essersene accorta) o ha fatto il vaccino. Magari ha gli anticorpi e pertanto non corre alcun rischio in gravidanza, per questo non può trasmettere l’infezione al feto. Tuttavia, raramente si possono verificare “reinfezioni” perché l’immunità può non essere permanente e quindi è sempre consigliabile seguire comunque le regole della profilassi.

Nel terzo caso (infezione contratta in gravidanza) la trasmissione al feto si verifica in percentuali variabili a seconda della malattia e non sempre può causare problemi. Ma tutto ciò è solo una semplificazione: gli esami vanno sempre fatti controllare da un professionista e pertanto da un medico.

Urinocoltura in gravidanza, a cosa serve e come si fa 

Per quanto riguarda l’urinocoltura, è un importante esame che consente di individuare infezioni in atto nelle vie urinarie, è indispensabile nello stato di gravidanza. L’urinocoltura è differente dall’esame delle urine, quest’ultimo è volto ad analizzare le proprietà delle urine stesse e si concentra sull’individuazione, tramite coltura batteriologica, dei microrganismi presenti nelle urine.

Come prepararsi all’esame dell’urinocoltura?

La futura mamma dovrà prelevare un campione di urina di metà minzione (urinocoltura da mitto intermedio). L’urina appena emessa va raccolta in un contenitore sterile, secondo la seguente procedura:

1. Procurarsi un piccolo contenitore sterile con tappo a vite (della capacità di circa 100 cc.).

2. Lavarsi bene le mani con acqua e sapone

3. Sedersi sul bidet a gambe ben divaricate, in modo da avere spazio

4. Lavare accuratamente con acqua i genitali anche fra le pieghe interne

5. Risciacquare ed asciugarsi con un asciugamano pulito

6. Tenere divaricate le piccole labbra con una mano (mentre con l’altra si regge il contenitore)

7. Iniziare ad urinare fuori dal contenitore e – dopo aver emesso una piccola quantità di urina – spostare il contenitore sotto il flusso, in modo da raccogliere un campione di metà minzione. Allontanare il contenitore prima di terminare la minzione. Non toccarne mai l’interno!

8. Chiudere a fondo il contenitore, lavarlo ed asciugarlo. Quindi applicarvi un’etichetta con nome, cognome, indirizzo, data e ora

9. Consegnare il campione al laboratorio entro due ore

 

Per dubbi e domande inerenti l’argomento trattato, scrivete un commento e sarà un piacere rispondervi appena posso.

 

Dott. Alessandro Valdiserri

 

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